Cosa significa transizione ecologica? Ne parlano alla Conferenza preparatoria della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e riassumiamo qui il significato.

  • Approccio glocal.
    La transizione che stiamo affrontando richiede un approccio che non può essere né globale, né locale, ma glocal. La visione deve essere globale, ma le soluzioni innestate nel tessuto locale. Sostenibilità ed ecologia sostenibile sono centrali per il presente e per il futuro.
  • Debito ambientale.
    L’indicatore principale che si dovrà tenere in mente in tutte le scelte politiche e tecniche è il fatto che viviamo in un’era di debito ambientale, oltre che economico.
  • Climate change.
    La costruzione di un piano di transizione ecologica deve partire dal climate change. Nella lotta ai cambiamenti climatici vige il principio della termodinamica: il danno è veloce ma il recupero lungo. Ciò significa che le azioni intraprese oggi avranno effetti sulle generazioni future.
  • Inquinamento e qualità dell’aria.
    Un’altra grande sfida da affrontare è quella dei trasporti, dell’elettrificazione del trasporto pubblico, della riduzione dei mezzi privati. Si stanno attualmente facendo sforzi enormi, ma i grandi sistemi industriali sono energivori, quindi è necessario trovare il giusto bilancio tra le esigenze di un’economia che genera lavoro e benessere e il fatto che questa economia non debba essere implementata a spese dell’ambiente in cui viviamo. Occorre una strategia che contempli lo sviluppo delle tecnologie innovative, ma al tempo stesso della consapevolezza dei singoli.
  • Inquinamento chimico.
    L’era in cui viviamo è chemical intensive. Oltre al problema della plastica, occorre fronteggiare l’emergenza dei batteri antibiotico resistenti, che costituiscono un problema per l’inquinamento e per la salute pubblica.
  • Ciclo del rifiuto.
    Il traffico dei rifiuti è un problema di natura legale e sociale. Bisognerà prestare grande attenzione tanto nell’aspetto normativo che in quello scientifico.
  • Uso delle risorse naturali.
    La crescita economica degli ultimi anni ha fatto sì che le risorse naturali fossero fortemente impegnate. Anche la digitalizzazione è molto energivora. Questo modello consumistico va affrontato globalmente e considerato nel budget complessivo.
  • Sistema cibo e biodiversità.
    La sostenibilità è un compromesso tra diverse istanze che cambiano nel tempo. E nel post-pandemia le istanze saranno diverse da quelle che si potevano avere in un momento di grande floridità economica. L’uomo deve essere in grado, con coscienza e conoscenza, di adattare le sue scelte.
  • Un pianeta in salute e una società giusta.
    Il vero obiettivo della transizione è la correlazione tra un pianeta in salute, le persone in salute, e una società giusta.
  • Cobeneficio.
    Tutti i problemi legati alla sostenibilità sono interconnessi. Questo richiede soluzioni multiple che si ispirino al concetto di co-beneficio.
  • Tecnologia al servizio della prevenzione.
    Bisogna guardare al futuro nell’ottica della prevenzione. Serve l’analisi del rischio di tutto quello che si fa. In vista dell’attuazione del Recovery Plan, è importante usare la tecnologia per monitorare le coste, le discariche, le aree verdi e le infrastrutture.

 

Fonte: Assotermica Feb 2021.