CASE HISTORY

Ristrutturare con la condensazione

img

Committente:
Impresa Immobiliare Milano

img

Materiali:
Infinity da Interno 32lt a Condensazione

Due moduli Infinity a condensazione in cascata al posto del vecchio impianto tradizionale.

La ristrutturazione di condomini di vecchi costruzione si concentra sempre di più su interventi di riqualificazione energetica per rivalutare gli immobili e renderli competitivi rispetto alle performance degli edifici nuovi.

il complesso residenziale edificato nel 1978 a Milano, costituito da 18 unità abitative.

FOCUS
La particolarità di questo intervento di ammodernamento degli impianti consiste nell'aver convertito alla tecnologia della condensazione non soltanto la climatizzazione invernale, ma anche la produzione dell'acqua calda sanitaria, con un sostanziale miglioramento del comfort e soprattutto una netta riduzione dei consumi.

La ristrutturazione in oggetto fa riferimento a un condominio della fine degli anni 70 (1978) sito a Milano e composto da 18 unità abitative. I nuclei famigliari residenti sono composti in media da 3 o 4 persone e, a seconda della tipologia di appartamento, sono presenti da 2 a 3 bagni per ogni alloggio. La particolarità di questo intervento di ammodernamento degli impianti consiste nell'aver convertito alla tecnologia della condensazione non soltanto la climatizzazione invernale, ma anche la produzione dell'acqua calda sanitaria, con un sostanziale miglioramento del comfort e soprattutto una netta riduzione dei consumi.
Si consideri che una famiglia media italiana di 4 persone che vive in un appartamento di 85 mq a Milano consuma all'incirca 11.000 kWh/anno per la climatizzazione invernale e 2.050 kWh/anno per la produzione di acqua calda ad uso sanitario*. Ne consegue che un sesto del fabbisogno di energia termica nel residenziale attiene alla produzione ACS. Questa proporzione tenderà ad aumentare spostandosi verso Sud, dove la necessità di riscaldare gli ambienti nella stagione fredda è minore, ma rimane pressoché invariato il consumo di acqua calda sanitaria.
Lo scenario italiano presenta inoltre una forte propensione all'utilizzo di scaldabagni elettrici (circa il 70% del parco macchine è costituito da questo tipo di apparecchi*), come noto energivori, che potrebbe essere in un futuro spostata verso tecnologie più efficienti, con un notevole calo dei consumi, addirittura sull'ordine del 60%. Ne è una dimostrazione la ristrutturazione in oggetto che a fronte di un servizio equiparabile dal punto di vista del comfort sanitario e della climatizzazione ambiente, è riuscita però ad apportare un taglio netto sulle bollette del gas, proprio grazie all'utilizzo di sole macchine a condensazione.

La Tecnologia della Condensazione è oggi tra le più moderne ed ecologiche esistenti. Essa permette di ottenere rendimenti molto elevati e riduzioni delle emissioni di NOx e CO che possono arrivare fino al 70% rispetto agli impianti tradizionali.
Gli apparecchi a condensazione, a differenza di quelli tradizionali, utilizzano parte del calore di combustione (che normalmente si disperde) per scambiarlo nuovamente con l'acqua e produrre calore a acqua calda sanitaria. L'Impianto. Lo stabile oggetto della ristrutturazione possiede una centrale termica a servizio dei condomini che fornisce, in maniera centralizzata, sia riscaldamento che acqua calda per uso sanitario.
L'impianto smantellato era costituito da una caldaia a basamento con portata termica di 600 kW che provvedeva sia alla climatizzazione invernale, sia alla produzione ACS, attraverso un serpentino a immersione che scambiava con un accumulo da 2000 litri. All'interno degli appartamenti il riscaldamento veniva effettuato tramite dei radiatori in ghisa a colonnina, privi di valvole termostatizzate. Il vecchio impianto è stato completamente dismesso a favore di un nuovo sistema a condensazione. Per il riscaldamento sono stati utilizzati 3 moduli termici da 50 kW l'uno collegati in parallelo che scaricano potenza su uno scambiatore a piastre che mantiene la temperatura di mandata a 50°C. Il ritorno è a circa 40°C, i radiatori preesistenti non sono stati sostituiti, ma solamente dotati di valvole termostatiche per poter meglio regolare la temperatura di ogni ambiente. La produzione di acqua calda sanitaria invece ha visto l'eliminazione dell'accumulo da 2000 litri, sostituito da due produttori ACS a condensazione da 54 kW cadauno in grado di erogare rispettivamente 32 l/min di acqua calda in istantaneo.

Questo cambiamento ha permesso di eliminare le dispersioni termiche dovute all'immagazzinamento di acqua ad alte temperature, anche quando non vi era reale richiesta da parte dell'utenza. Inoltre la tecnologia della condensazione ha a sua volta ulteriormente abbattuto i consumi, tanto che è stato possibile aggiungere un anello di ricircolo per aumentare il comfort offerto alle famiglie, che si sono trovate l'acqua calda immediatamente disponibile all'apertura del rubinetto. L'esistenza di un impianto separato per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria permette inoltre di non dover attivare durante il periodo estivo un modulo a elevata potenza, come la precedente caldaia, per la sola produzione di acqua calda sanitaria. In inverno invece non c'è il rischio che le richieste contemporanee di acqua calda sanitaria e riscaldamento ambiente possano confliggere, a discapito del secondo, con conseguente riduzione del comfort per l'utenza. Inoltre il sistema modulare permette una ridondanza di impianto che assicura, anche in condizioni di guasto di un apparecchio, il mantenimento del servizio, seppure a regime ridotto. Il nuovo impianto risulta significativamente snellito rispetto all'originale: anziché gli iniziali 600 kW del vecchio sistema si è passati a soli 258 kW.
Mentre i consumi sono passati da gli iniziali 9.300 m3 di metano/anno a soli 4.300 m3/anno, con una diminuzione che arriva quasi al 54%. Proporzionalmente anche le emissioni di CO2 sono drasticamente diminuite: da 17.412 kg/anno a 8.000 kg/anno.


  • Primo piano del sistema di produzione acs
  • Pannelli comandi ditali per la regolazione della temperatura dell'acqua in uscita dai produttori acs
  • Tre moduli a condensazione per il riscaldamento collegati allo scambiatore attraverso un collettore
  • Primo piano dello scambiatore a piastre