CASE HISTORY

Nuovo impianto per la produzione ACS

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Committente:
Complesso residenziale privato di Bergamo

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Materiali:
produttori ACS: Infinity di Rinnai

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Installatore:
Idraulica Belotti Emanuele, Azzano San Paolo (BG)

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Fornitore:
AFIS-Gruppo Clerici SPA di Bergamo

Il grande blocco abitativo degli anni '80 con cento appartamenti distribuiti in 4 palazzine

FOCUS
Le tecnologie contemporanee in grado di assicurare maggior comfort sanitario, minori consumi ed emissioni inquinanti ridotte, si rivelano spesso incompatibili con gli impianti installati una trentina di anni fa. È proprio quello che è successo per un grande complesso residenziale di Bergamo protagonista di un'importante ristrutturazione.

L'impianto precedente
Il grande blocco abitativo oggetto di questa realizzazione risale alla metà degli anni '80 e conta cento appartamenti distribuiti in 4 palazzine. L'impianto, identico in ogni edificio, era costituito da una parte centralizzata dedicata al riscaldamento, abbinata a scaldabagni autonomi presenti in ogni appartamento. I produttori di acqua calda sanitaria erano apparecchi di tipo B, camera aperta, a tiraggio naturale, collegati a canne fumarie collettive ramificate.

Il problema
Da tempo, però, i condomini lamentavano un riversamento dei fumi combusti nell'ambiente domestico, accompagnato da odore sgradevole, oltre che a uno spegnimento frequente delle macchine durante l'utilizzo. Una prima analisi ha rilevato che, a causa degli assestamenti strutturali dell'edificio, i condotti fumari collettivi presentavano fessurazioni che interferivano con la capacità di tiraggio delle canne stesse, ormai non più in grado di convogliare correttamente i fumi esausti verso l'esterno.

Un grande errore
Inizialmente, per ovviare al problema dello spegnimento, in molte macchine si era ricorsi al bypass del sensore posto sul pressostato differenziale, una pratica purtroppo abbastanza diffusa, ma estremamente pericolosa. Questa errata procedura consiste nel disattivare un dispositivo di sicurezza che rileva se il condotto di scarico sta facendo correttamente defluire i fumi verso l'esterno. In caso di ostruzione della canna fumaria, questo importante sensore interverrebbe bloccando l'afflusso di gas e quindi la combustione. Un cattivo funzionamento dell'apparato di scarico dei prodotti della combustione può portare a un riversamento all'interno dell'ambiente domestico degli stessi, compreso il monossido di carbonio, ancora oggi causa di morti facilmente evitabili.

La soluzione
È stato scelto di sostituire gli scaldabagni con produttori ACS da interno camera stagna con la peculiarità di sdoppiare l'adduzione dell'aria comburente e lo scarico dei fumi e canalizzare entrambi per tratte anche più lunghe di 20metri. L'aria comburente è dunque presa al piano, mentre le vecchie canne collettive fungono da intercapedine all'interno della quale far correre i singoli scarichi fumo di ogni scaldabagno.

I vantaggi
Questo sistema si è rivelato più economico rispetto all'installazione di una canna fumaria esterna che avrebbe comportato non solo costi di materiale ma anche modifiche all'aspetto della facciata del complesso residenziale, con ponteggi e peggioramenti dell'estetica del blocco abitativo. Inoltre, grazie agli apparecchi a camera stagna e a controllo termostatico, gli inquilini non hanno più percepito alcun cattivo odore nelle abitazioni, né sono stati segnalati anomali spegnimenti in fase di utilizzo.


L'esperienza professionale dei tecnici

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Il progettista

Emanuele Belotti,
Idraulica Belotti Emanuele,
Azzano San Paolo (BG)

Per potersi mettere a norma, tra quali soluzioni poteva scegliere il complesso residenziale?
Per rendere l'impianto idoneo all'installazione di apparecchi più sicuri, confortevoli e capaci di garantire minori consumi ed emissioni inquinanti, contenendo al contempo la spesa erano ipotizzabili differenti scelte. Queste erano l'utilizzo di sistemi per il risanamento delle singole canne fumarie attraverso guaine interne o resine, l'installazione di una canna fumaria esterna in acciaio

inox a doppia parete o, tra l'altro la soluzione adottata, la trasformazione delle vecchie canne fumarie collettive ramificate in condotti ad intubamento multiplo, in grado di evacuare i prodotti di combustione di scaldacqua di tipo C, camera stagna, a flusso forzato.
Come mai è stata scelta proprio questa soluzione?

E' parsa da subito la più idonea poiché in grado di supportare apparecchiature tecnologicamente più avanzate con costi minori.

Con una soluzione di questo tipo, però la prevalenza dei ventilatori dei singoliscaldabagni doveva essere tale da vincere le perdite di carico derivate dall'intubamento. Proprio per questo motivo abbiamo dovuto effettuare un'accurata ricerca sugli apparecchi da installare al fine di garantire una prevalenza del ventilatore di combustione sufficiente a coprire la tratta di cui necessitavamo.